
Un esperienza in Kenya
Il nostro viaggio post - maturità ci ha portato nel cuore del Kenya, sulle rive del Lago Vittoria, in un piccolo villaggio, Chiga a 400 km circa da Nairobi
Eravamo quindici persone, delle quali un’infermiera, una dottoressa, don Mariano (il curato della nostra parrocchia) e 12 ragazzi; siamo partiti a metà agosto 2006 e tornati ad inizio settembre.
In questo villaggio svolge la sua missione il cunese Fratel Mario Bernardi il quale è in Kenya da più di trent’ anni; ha realizzato la missione di Chiga nella quale ci sono diverse cose, tra le quali :
due scuole tecniche: una di falegnameria per i ragazzi ed una di sartoria per le ragazze; queste scuole hanno come intento quello di formare i giovani in modo che una volta finita la preparazione siano in grado di trovare un lavoro che gli permetta di vivere e togliersi dalla strada, magari nella vicina città di Khisumu;
un dispensario, che serve cure e medicinali a centinaia di persone ogni giorno, dato che il costo richiesto per le cure e prettamente una cifra simbolica (80 centesimi di Euro circa ).
Negli ultimi mesi inoltre sono iniziati i lavori volti ad ampliare il dispensario per la costruzione di una nuova parte dedicata all’assistenza delle donne prima,dopo e durante il parto cosicché si possa diminuire il numero di decessi a causa delle infezioni;
una chiesa, un campo da calcio, dei saloni,dei dormitori… insomma una piccola isola felice in quella povertà diffusa.
I motivi che ci hanno spinto ad intraprendere quest’avventura sono stati tanti e diversi: la curiosità, la voglia di scoprire e di conoscere realtà diverse dalla nostra…
L’impatto con la terra africana è stato molto più forte di quanto ci aspettavamo…un pugno nello stomaco che però ci ha costretti ad aprire gli occhi.
La prima settimana l’abbiamo trascorsa nella missione di Chiga, fondata nel 1993 dai missionari della Consolata. Alloggiavamo nel dormitorio della scuola tecnica, accanto alla casa per vedove, alla «Piccola Casa», dove sono accolti bambini poliomielitici ed affetti da altre malattie, all’asilo gestito dalle suore, alla chiesa e al centro per la gioventù.
La dottoressa e l’infermiera hanno lavorato in dispensario, piccola struttura ospedaliera che ha un ruolo molto importante nella comunità e che ha scarsità di medicinali.
Trascorrevamo le nostre giornate nelle comunità legate alla missione, visitando nelle loro capanne anziani e famiglie che ci accoglievano come una benedizione, pronti a condividere con noi quel poco che possedevano.
Un pomeriggio siamo stati invitati a casa di Lucy, una ragazza di appena vent’anni sposata e già madre di due figli, Brian e Joyce. Lucy dovendo accudire i figli, non poteva andare a lavorare, il marito invece solo saltuariamente aiutava un muratore, per questi motivi la loro situazione economica era veramente disastrata. Nonostante tutto per ringraziarci della nostra semplice visita, ci è stata offerta una Coca-Cola a testa, per le quali molto probabilmente sono stati spesi gli ultimi scellini in loro possesso…
La seconda settimana, l’abbiamo trascorsa a Buoye, un’altra missione in fase di avviamento da Fratel Mario. Iniziata nel 2002, per ora svolge solamente una funzione di ospitalità per i missionari di passaggio, ma anche per questa struttura i progetti sono molti. Il primo passo è stato l’insediamento di tante famiglie nelle sue vicinanze…la formazione di una prima comunità.
Durante questa settimana abbiamo continuato a visitare villaggi e a conoscere gente con la voglia di cambiare, di crescere e di lottare per abolire tabù che si portano dietro da millenni e che mettono a repentaglio la loro vita come la “troppa libertà sessuale”.
Ad esempio abbiamo conosciuto a Ragumu un gruppo di donne, la comunità di Santa Monica, che hanno rifiutato la tradizione che impone a vedove come loro di abbandonare la casa del defunto e l’obbligo di risposarsi con un parente del marito. Questo è veramente un grande passo in avanti, un tentativo importante.
Molti sono i problemi che affliggono la terra africana: il peggior flagello è ora rappresentato dall’AIDS, che colpisce l’80% dei bambini, di cui la stragrande maggioranza non raggiunge i 12 anni…La diffusione del virus dell’HIV è favorita proprio da pratiche ataviche come la poligamia, il numero elevato di bambini per famiglia, ai quali però, nella maggioranza dei casi è impossibile assicurare un futuro e un’istruzione.
Proprio sull’istruzione volevamo attirare la vostra attenzione: è difficile per noi giovani comprendere quanto sia essenziale per l’emancipazione avere una conoscenza di base, saper leggere e scrivere, anche per poter partecipare attivamente alla vita della comunità.
Ora che siamo tornati, non c’è giorno che non ci tornino alla mente i mille volti e sorrisi incontrati durante la nostra esperienza africana…Le speranze, le paure, i sogni, ma soprattutto i progetti sono tanti.
Non ci sentiamo di deludere le tante aspettative dei nostri nuovi amici: i sogni che ognuno di loro ha condiviso con noi, la loro voglia di migliorare lo stile di vita e la più sincera e pura speranza per il futuro!
La gioia che abbiamo incontrato in quella terra da sogno difficilmente la dimenticheremo: la felicità e le risate dei mille bambini nel fare anche un semplice girotondo, la voglia di vita in ognuno di loro, la fede sconfinata in Dio, la soddisfazione più profonda nell’ospitarci nelle loro capanne, la sensazione di rappresentare per loro una finestra sul futuro.
Il loro sorriso era contagioso, a volte anche difficile da capire per noi che abbiamo tutto e non ce ne accorgiamo e invece loro al contrario hanno poco ma riescono a sprigionare una grande gioia nel vivere .
Ci piacerebbe indirizzare i nostri aiuti soprattutto verso il dispensario della missione e l’istruzione primaria dei più bisognosi.
Le t-shirt e le felpe donateci dall’associazione “Tutti Artisti” sono andate alla squadra giovanile di pallavolo di Chiga in quanto questa non era in grado di procurarsi le divise per le partite. E’ stato molto importante per noi donarle a loro, dato che abbiamo visto come, per i giovani, lo sport sia un momento ed un pretesto per ritrovarsi tutti insieme, lottare e condividere un obbiettivo, ridere e divertirsi in modo spensierato senza badare ai molti problemi che si devono affrontare ogni giorno. Grazie mille all’associazione da parte dei ragazzi di Chiga !
Grazie mille a tutti o come abbiamo imparato a dire…JAMBO!!!
"Desideriamo ringraziare l'azienda Mako di San Marino, il dott. Moreno Righi che, hanno donato a TUTTIARTISTI le felpe e le T-Shirt, stampate in seguito a titolo gratuito dalla CR Serigrafia di Roberto Conforto. Aziende e persone speciali per un importante presenza nel sostegno a distanza. L'Associazione Umanitaria Tuttiartisti. "
























