EMERGENZA
TSUNAMI FINITA ?
Aprendo TV. e giornali ,
si ha l'impressione che l'evento tsunami
sia stato un fatto accaduto veramente nel secolo
scorso. Nessuno ne parla piu'. Sembra
che tutto sia gia' stato
ricostruito e la vita sia tornata
alla sua piena normalita'.
Nei grandi centri turisti questo puo' essere quasi vero ma appena si
gira l'angolo la verita'
e' ben diversa
Nei mesi di maggio e giugno ho speso piu' di tre miloni di baht per aiutare la povera gente dei villaggi ( parlo solo di spese ed esperienze personali perche' sappiamo che nelle zone colpite dallo tsunami ci sono molti e vari centri ognuno dei quali porta avanti il suo benefico lavoro di assistenza ). Quindi tre milioni per case distrutte o danneggiate , compera di barche e motori e beni di prima necessita' come riso utensili o pagando le spese scolastiche per i bambini. Molte di queste persone bisognose , vivono solo a pochi metri dai grandi luoghi turistici .
Quasi ogni giorno faccio il
mio giro da Phuket a
Suk Samran
a pochi Km. a sud di Ranong.
Ogni giorno trovo sempre nuove
dolorose realta'
Qualche giorno fa qui a Phuket un italiano mi dice : Avevo un piccolo ristorante a
pochi metri dalla spiaggia . Quel 26 dicembre
decidemmo di lasciare chiuso e goderci insieme una
giornata familiare. Fu la nostra salvezza ma il negozio e'
scomparso. Ora si parla di ricostruzione ma ci
sono problemi per il terreno , mafia
, burocrazia. Che fare ?
Ecco
la terribile domanda che tutti si pongono .
Cambiare lavoro . ? Fuggire ? Disperarsi ?
No la vita deve continuare . Puo' continuare solo se c'e' solidarieta'. Nei tragici giorni dopo
il 26 dicembre 2004 si sono
visti atti eroici di persone che hanno lavorato anche
per 20 ore al giono per
soccorre i feriti o raccogliere i morti . Ci sono stati anche episodi
poco edificanti . Ma e' inutile
recriminare ora . In tutti i
paesi ed in tutte le circostanze liete e
tristi c'e' sempre chi ne approfitta per
fare del bene e chi invece per danneggiare
il prossimo. Non imitiamo questi
ultimi ma guardiamo sempre all'esempio dei
buoni. Vecchi e giovani . Sani e malati hanno
bisogno di speranza ed amore .
Andando nei vari villaggio
io trovo ovunque questo desiderio di continuare a
vivere nonostante la dura prova dello tsunami.
A Khao Lak
un italiano ha perso la moglie. Nello stesso
posto della scomparsa ha piantato una croce e
davanti una noce di cocco che aveva cominciato a fiorire. Ecco quella croce vuole
riassumere il dolore di tutte le
persone che stanno soffrendo e quella
noce vuole dare coraggio a tutti di continuare a sperare
e vivere. Grazie agli aiuti che ricevo posso soccorrere dove le
organizzazioni ufficiali non possono o non
vogliono arrivare.
Un giorno un uomo mi
dice : Io non sono pescatore
ma lo tsunami mi ha distrutto negozio e
macchina , unici mezzi per mantenere la mia
famiglia. Le autorita' locali
mi hanno detto che io non posso
usufruire dei benefici dello tsunami
perche' non sono pescatore. Un
altro mi mostra una ferita lunga 30
cm sul ventre..Poi guardando
la barca distrutta dice : Non ho ricevuto nessun aiuto perche' ho presentato la domanda solo alla fine
di febbraio. Ero all'spedale
da solo. Nessuno mi ha detto di tempi e modi di fare la domanda . Ora sono piu' solo di prima e molto malato .
Ingiustizie assurde ed umilianti.
E' li' che la carita' e l'amore devono fare luce e portare conforto . Come posso lo faccio anch'io in proporzione di quello che ricevo da vari benefattori.
Che dire poi dei Gipsi , di quelle persone che " non
esistono ? " perche' non hanno
documenti . Questi li paragono ai vulcani
sottomarini. Si notano solo per i loro
disastrosi effetti postumi . Questi
gruppi di 10 - 50 - 100 famiglie ,
prima o poi esploderanno in violenze
incontenibili . Allora e' inutile dire che non esistono o spostarli
in zone diverse , o condannarli
severamente perche'
commettono dei crimini . Se non si risolvono
i problemi delle abitazioni e dei
documenti lo tsunami umano sara' sempre sulle porte di tutti.
Allora che fare .? Anche qui nei limiti delle mie
possibilita' aiuto anche loro
sistemando le loro case , aiutando i loro bambini ,
cercando di insegnare come organizzarsi in modo
di poter entrare nella societa'
e dare un futuro specie ai loro figli. ecc .
Emergenza finita' Dopo quello detto sembra proprio di no. Allora noi , cosa fare ? Unirsi , amarsi , aiutarsi . E' bello vedere dei bei gruppi di italiani alla festa della repubblica o nei raduni del club italia ma purtroppo molto pochi al raduno domenicale. Non giudichiamo nessuno pero' senza Dio le cose non andranno avanti molto bene . Come inizio suggerirei allora di cominciare a conoscersi attraverso indirizzi , telefono , professione di ognuno. Per alcuni mesi stampare su Chiacchiera queste informazioni in modo che nel giro di pochi mesi si abbia l'elenco completo degli italiani residenti nell'isola.
Facendo cosi'
saremo una forza non solo nei
momenti di emergenza ma anche nel risolvere i
problemi della vita quotidiana .
Padre
Ferdinando
Ronconi