M I R A C O L O  ?

 

Miracolo  ?  Ognuno  e’  libero  di  crede  quello  che  vuole . Io  racconto  il  fatto  come  l’ho  sentito  dalla  viva  voce  dei  protagonisti . Due  sposi  di  Trento , sono  felici  sulla  spiaggia di  Kao Lak . All’improvviso  l’acqua  si  ritira  paurosamente  per  piu’ di  un  chilometro .

 Il  bagnino  grida  ai  turisti  di  scappare . Lui  stesso  si  arrampica  su  di  un  albero .

Alcuni  ridono  divertiti . Altri  cominciano  a  scappare . Anche  i  nostri  due  sposi  raccolgono  il  loro  zaino  da  spiaggia  e  corrono  solo  pochi  metri  poi  l’onda  omicida  li  raggiunge , travolge  case , sradica , alberi , semina  morte . I  due  raggiungono  la  reception.  Il  personale  grida , scappa  in  cucina , scompare  per  sempre . I  due  sposi  saltano  su  di un  tavolo , si  aggrappano  alla  colonna  centrale  ed  in  pochi  secondi  si  trovano  a  5 metri  di  altezza . La   testa , sbatte  contro  il  soffitto . L’acqua , arriva  letteralmente  alla gola . Tutto  attorno  pareti . Non  c’e’ via  di  scampo . Lo zainetto , pieno  di  acqua  e  fango deventa  troppo  pesante  e  si  sprofonda  nell’acqua . I  due  naufraghi  si  stringono  forte  tra di  loro  ed  alla  colonna . L’acqua , cala  e  cresce  rapidamente  piu’ volte . Tutto  buio e silenzio , rotto  solo  dal  rumore  minaccioso  delle  onde  che  sbattono  contro  le  pareti . Dopo  circa  20  minuti , l’acqua  comincia  a  calare . I  due , cadono  sfiniti  sul  pavimento, coperto  di  detriti , fango  ed  altri  oggetti  ma , la’ c’e’ solo  l’astuccio  degli  occhiali  con  dentro  il  rosario  ed  una  piccola  medaglia  della  Madonna.

Con  quell’astuccio  in  mano  corrono  verso  la  collina  piena  di  detriti  e  spine .

Sempre  piu’ su’ perche’, qualcuno  dice  che  arriverra’ un’altra  ondata .

Comincia  la  corsa  di  moto , macchine , ambulanze , camion , per  soccorrerre  i  feriti  e ricuperare  i  morti . Una  donna , passa  alla  nostra  signora  turista , rimasta  con  il  solo costume , una  stoffa  per  coprirsi  un  po’ . Si  inizia  il  viaggio  della  salvezza  tra  la foresta . Uomini , donne , bambini , fuggono  disorientati  e  pieni  di  paura .

Dopo  molte  ore  di  girovagare  tra  le spine , finiscono  sulla  strada  principale  e  di  li’  sono trasferiti  all’ospedale  di  Takuapa . La  scena  qui  e’ aghiacciante . Morti  e  feriti  ovunque . Si  sentono  tutte  le  lingue . Ognuno  aiuta l’altro  come  puo’ .

Foto , impronte  digitali , segni  di  riconoscimento  , perche’ tutti  i  documenti  sono  scomparsi . Poi , in  pochi  giorni , per  i  piu’ fortunati , dei  voli  speciali , li  riporta  in  patria .  In  quei  tragici  momenti , si  sono  create  , con  il  silenzio  o  con  le  lacrime , delle amicizie  che  dureranno  certamente  per  sempre . 

Per  altri  due  sposini  italiani , in  viaggio  di  nozze , il  ritrovamento  reciproco  fu  molto  piu’  tragico . I  due  sposini , erano  andati  nella  famosa  isola  Pi Pi , luogo  romantico ed incantevole . L’onda  omicida  ha  raggiunto  anche  loro  sulla  spiaggia . Appena  il  tempo  di  raccogliere  lo  zaino  ma  non  di  darsi  la  mano  per  aiutarsi  e  fuggire  insieme .

 Ognuno  dei  due  e’ stato  sbattuto  in  direzioni  opposte . Lei  e’ stata   ricuperata  quasi subito  ed  inviata  all’ospedale  di  Takuapa . Lui  e’ finito  al  terzo  piano  dell’albergo , vicino  ad  una  finestra  . Sfinito , ormai  pensava  di   dover  affogare . In  quel  momento un turista  si  affaccia  alla  finestra .Vede  uno  zaino galleggiante . Prende . Tira . Ne  esce  un uomo  stanco  ma  vivo . Anche  lui  e’ spedito  all’ospedale  di  Takuapa , senza  pero’ sapere  cosa  fosse  successo  alla  sua   compagna .

Ad  un  certo  punto  l’urlo  della  giovane  sposa  che  tremante  e  ferita  vede  arrivare  il marito  sporco  e  sanguinante.  Pianti  e  gioia  per  tutti  i  presenti , sperando  che  anche  per loro  potesse  toccare  la  stessa  gioia  di  rivedere  qualcuno  dei  parenti  scomparsi .  Purtroppo  solo  per  pochi  e’ stato cosi’ . Dopo  molti  mesi  da  quel disastroso  26  dicembre , gli  esperti  di  molti  paesi  stanno  ancora  lavorando  per  cercare  di  identificare  gli  scomparsi . Sara’  un  impegno  lungo  e  difficile . Intanto  i  supestiti  che  fanno ?

Si  temgono  in  contato  tra  di  loro . Si  raccontano  le  loro  storie  quasi  identiche .

Questa che  ho  raccontato  e’ una  delle  molte storie  raccolta  direttamente  dalle  labbra  di chi  e’ ritornato  per  rivedere  il  posto  della  salvezza  miracolosa  e  per  cercare  di  aiutare  chi  e’ ancora  nella  sofferenza , attraverso  una  nuova  organizzazione  chiamata  Moses  proprio  in  ricordo  di  quel  bambino  salvato  in  una  cesta .

In  tutti  c’e’ sempre  grande  emozione  e  paura . Ogni  piccolo  rumore  richiama  quei terribili  momenti . Non  ci  sono  psichiatri  o  divertimenti  che  possano  far  dimenticare . Percio’ con  l’astuccio  ancora  nella  borsetta  si  torna  a  Kao  Lak  per  mettere  dei  fiori vicino  alla  croce  di  Morena   purtroppo  scomparsa  per  sempre . Quella  croce , fatta  di due  pezzi  di  una  trave  spezzata , e’ diventata  un  simbolo  per  tutti  i  dispersi  di  qualsiasi  nazione  e  religione . Ogni  volta  che  torno  in  quel  posto , trovo  dei  fiori freschi , sigarette , scarpe , bastoni , dei  cumuli  di sassi , resti  di  indumenti  cioe’  qualche cosa  che  possa  ricordare  uno  degli  scomparsi .   Tra  pochi  giorni  ricorrono  i  100  giorni  dalla  catastrofe . Si  stanno  preparando  delle celebrazioni  ufficiali  di  tutte le varie  religioni . Non  so  quale  sara’ l’impatto  di  quelle cerimonie , ma  sono  certo  che  quella  croce  spezzata  restera’ un  simbolo  per  tutti  e  per molto  tempo  la’ di  fronte  all’oceano  infinito  dove  ogni  sera  il  disco  infuocato  del  sole  si  spegne  tra  le  onde  fredde  per  poi  riapparire  ogni   mattina  tra  le  fronde  verdi  della  foresta  tropicale . Vita  e  morte . Croce  e  sole  sempre  insieme  per  dare  conforto  a  chi  soffre  e  speranza   a  chi  deve  continuare  a  vivere .  Speriamo  che  la  luce  del  vero  Sole  riscaldi  il  cuore  di  chi  soffre  aspettando  con  fede  di  incontrare  chi  non  ritornera’  piu’ .

 

 

                                                                                          Padre  Ferdinando  Ronconi .