UN SOLO
BACIO
Qualcuno
leggendo queste righe dira’ che queste
storie non c’entrano
proprio niente con lo
tsunami . Potrei rispondere
citando il famoso
proverbio :
Chi ha
orecchie da intendere
intenda ma forse
e’ meglio parafrasare dicendo
: Chi ha
cuore per amare
ami , ed allora capira’ il
vero significato di
quello che sto
raccontando .
E’ lunedi mattina .
Faccio uno squillo
al turista Pietro
il quale ,
essendo libero , accetta volentieri
di accompagnarmi in
uno dei miei
viaggi in zona tsunamica .
Insieme , andiamo a
prelevare la psicologa
Noi la quale
si infila in
macchina con le due
bambine Jeny di
9 anni e Ladda di 12 . Direzione aereoporto . Arrivati pero’ vicino
allo scalo ,
invece di salire
su un lussuoso
e pulito DC 10 , giriamo a
destra per immergerci
nella miseria piu’ nera . Ladda ci dice
di fermarci ai
bordi della statale perche’,
non sarebbe stato
possibile arrivare con la macchina
fino alla sua
casa .
Dopo cinque minuti
a piedi vediamo tra
gli alberi una
grande e vecchia baracca , lontano
ricordo di una
abbandonata miniera di
stagno . Sporcizia , topi e residui
di ogni gnere in
ogni parte . Uno di
questi residui
, si chiama Bencha , 85 anni , paralizzata seduta
per terra accanto
alla sua sedia
a rotelle tutta
arruginita .
La’ in disparte
tutto solo un
uomo . E’
il convivente di Sela . In quel
momento da un buco
laterale entra una donnetta alla quale
si potevano contare
le costole anche
senza i raggi
X . Ladda corre ad
abbracciare la madre . Un grande , intenso ,
silenzioso , bacio lungo almeno
5 minuti . Noi tutti
tratteniamo il respiro
per non disturbare .
Invece per quell’uomo in
disparte non una
parola , non
un sorriso , non uno
sguardo . Quell’uomo aveva
violentato piu’
volte Ladda . Qull’abbraccio e
bacio silenzioso gridava
ed abbracciava non solo quelle
due povere donne
ma tutta l’umanita’ sofferente ,
violentata , abbandonata . Poi
lentamente le braccia
si allentano solo
per usare il
lembo della maglietta
nuova
per Ladda e
tutta bucata quella
di Sela
, per asciugarsi le
lacrime . In quel momento
tocco le gambe
morte di Bencha che
fa un sorriso grande
come la luna . Chiedo di
narrare la storia
della sua famiglia .
Il raccontare
la storia delle
proprie disgrazie e
sofferenze , diventa sempre
una utile terapia
liberatoria . Con questa storia
si potrebbe scrivere
un libro ma e’ meglio
lasciare tutto nel
cuore e tra
le lacrime di
chi l’ha raccontata.
E Pietro cosa
c’entra in queste
faccende ? Pietro e’ uno
che sta soffrendo
perche’
lo tsunami gli ha
portato via la
donna amata . Ogni tanto torna
sul posto della
scomparsa per pregare
deporre dei fiori
e fare del
bene a chi
soffre come lui .
Infatti durante
i lunghi minuti
di silenzio mi
mette tra le
mani 500 euro
che io infilo
nel portafoglio per
cambiarli subito nei
primi 1.000 baht della
giornata .
Consegno il
tutto a Bencha che
li nasconde nel
reggiseno .
Noi cerchiamo di allegerire quell’atmosfera di
dolore con delle
domande discrete .
Poi dico a Bencha che sarei tornato presto
con qualche cosa
di utile per
tutti loro .
Ci fu un
altro lungo abbraccio
tra Ladda e
la madre poi siamo dovuti partire
perche’
quel giorno ci
aspettavano tante altre
persone bisognose di
aiuto .
Torniamo alla macchina .
Altri due chilometri .
Entriamo in una
bella campagna ricca di alberi da
frutto di ogni
genere . Proprietario e’ un
ricco signore di
Bangkok .
Ci accoglie , come sempre un
cane , e poi due nonni
con vicino il
nipotino di due
anni
Anche qui servono
poche parole per
conoscere la situazione .
Lui e
lei , entrambi divorziati e
risposati , con una giovane
figlia dedita alla
prostituzione che non
vuole pero’ prendersi cura
dei suoi 3
figli . Lavorando tutto il
giorno i due
nonni si guadagnano
solo il sufficiente
per vivere ma
non per pensare
al furturo dei
nipoti . Anche
li’ e’ inutile
perdere tempo in
vuote parole consolatorie .
Tiro fuori altri
1000 baht promettendo
di tornare presto
con qualche cosa
di piu’ consistente .
Mezzora di macchina
e torniamo in citta’. Sul sedile
posteriore le tre
donne conversano sommessamente
in Thai . Pietro ed io commentiamo i primi
due incontri della
giornata . Con prudenza
entriamo in un stretto vicolo. Uno stormo
di bambini corre
da ogni parte. Jenny ,
figlia uinica
, mi prende per
mano e mi
conduce in fretta
alla sua casa . Spinge
la porta sgangherata .
Chiama la mamma . Silenzio .
La accarezzo sulla
testa e chiedo
dove la si
puo’ trovare . Scrolla la
testa in silenzio .
Il papa’ e’ morto gia’da qualche
anno per un
incidente elettrico .
Camminamo un
po’ tra quel alveare di
case. La amma , ubriaca
sbraita contro una
vicina . Notando la
presenza della figlia
chiede se e’ tornata per
sempre.
Capiamo subito che
c’e’ qualche grosso problema che
non si puo’ trattare in
casa d’altri .
Prendo la mano
di Jeny e
ci aviamo in
fretta verso la
macchina.
Un
vecchia donna ci
chiama . Una stanza 3 per 3
e’ la sua casa
in affitto.
Accanto a
lei il nipote
di 10 anni che , quando puo’,
frequenta la seconda
elementare .
I parenti piu’ stretti sono tutti
scomparsi . I vicini ed
i monaci del
tempio buddista aiutano per
il cibo e
le spese piu’urgenti . Anche qui dopo
un rapido riepilogo
della loro dolorosa storia , lascio 1.000 baht
accompagnati dal sorriso
soddisfatto di Pietro
felice di aver
aiutato un altra
povera persona.
Sono ormai le 14 , puntiamo sul paradiso
sexsy
di Patong ed
invece troviamo un
altro inferno di
sofferenza. In una
vecchia casa in
lamiera vive Koi , 90 anni suonati , magro come
una sardina ma
con una mente
lucida del ragazzo
del 1915.
Tocco subito il
tasto giusto dei ricordi
e della guerra .
Comincia a citare
nomi , cogni fatti ,
con una
precisione impressionate .
Butto un’occhiata dentro
le stanze buie
e per terra vedo
un ragazzo che dorme
sonoramente . Ormai il
copione d’inchiesta si
ripete
Anche Koi , ha una
figlia con tre
figli 16 – 13 – 10 anni , avuti
da uomini diversi .
Mandiamo alcune donne
a cercare la
madre .
Quelle tornano scrollando
la testa.
E’ in una casa
vicina ma ,
e’ ubriaca fradicia . Quest’ultimo caso
e’ veramente serio perche’ i figli sono
tutti in eta’ scolare ma
nessuno e’iscritto ad una scuola .
Rischiano tutti la prigione . Ci consigliamo
sul da farsi . Si decide
di portare il
nonno in una
casa per anziani
ed i nipoti
in un istituto
minorile ma ,
occorre la firma
della madre . Purtroppo , si deve
rimandare tutto all’indomani
aspettando che passi
la sbornia. . Altri 1.000 baht anche per Koi . In silenzio
riprendiamo la via
del ritorno .
Dopo pochi minuti , le tre
donne del sedile
posteriore si addormentano . La giornata
era stata veramente
molto pesante per
tutti . Pietro
ed io ,
parliamo silenziosamente con i
nostri pensieri che
facevano pero’
un grande rumore . Infatti arrivati
a casa , non ci
fu bisogno di
chiedere spiegazioni o
chiarimenti . Ci vediamo
domani , dico
a tutti , per
completare quell’opera di carita’. Tu cosa
farai ?
Padre Ferdinando
Ronconi .