Forse sarà la mia origine ligure, precisamente genovese, che mi spinge al viaggio inteso come ricerca.  Una continua ricerca.  Ricerca come conoscenza !  Come Colombo, si fa per dire, ho “ attraversato “ diversi settori della mia attività professionale,  circumnavigando in lungo e in largo, utilizzando la mia macchina fotografica come uno strumento, come una nave, per “ approdare “ in diversi “ lidi “  di questo nostro mondo per conoscerlo meglio.

Continuando a parafrasare il gergo marinaresco posso dire di aver cominciato la mia professione nevigando nel “ burrascoso “ mare del reportage; per poi attraversare quello

“ turbolento “  e snob  della moda;  dopodiche ho trovato ristoro e riposo nelle “ calme acque “ dello still-life, per approvare infine a quello “ riflessivo “ del Ritratto !!!

Le motivazioni di questo “ peregrinare “ sono fondalmente esistenziali !

Per molto tempo la gente ha pensato e magari pensa ancora che il “ pubblico “ e il “ privato “ siano due momenti della vita da tenere separati.

Io non sono d ‘ accordo, o quanto meno solo alcuni momenti delle nostre giornate sono da considerare veramente “ privacy “.  Direte:  cosa c’ entra questo con le mie scelte professionali ???  C’ entra moltissimo !  Se avessi scelto una via professionale nel senso

“ pubblico “ ,  avrei fatto come molti miei colleghi e per un puro interesse di mercato, e quindi di guadagno,  mi sarei specializzato in qualche categoria della fotografia:

solo moda, solo still-life, solo food, solo reportage, etc., etc..

Chiedo scusa ai miei colleghi ma lo trovo concettualmente un lavoro “ impiegatizio “  !!

E’ come lavorare in banca ( chiedo scusa anche ai bancari ).  Entri e trovi lo sportello specializzato nei titoli stranieri, quello specializzato nei versamenti, quell ‘ altro specializzato nel pagamento delle bollette, etc..

Io mi annoierei mortalmente a fare sempre moda o sempre still-life o viaggiare sempre per reportage.

La mia formula esistenziale è un giusto miscuglio di tutto questo, e quindi un ‘ esperienza di vita meravigliosa !!!  Volete degli esempi ???

Bene, con il reportage ho “ attraversato “ in lungo e in largo sulle jeep o sugli aerei da turismo la savana africana e la giungla sudamericana o gli immensi spazi del nord america; “ attraverso “ la moda ho conosciuto delle donne stupende;  nello still-life ho scoperto oggetti meravigliosi, antichità preziose,  arredi incredibili e persone di particolare levatura culturale che lavorano in questo ambiente.

E adesso che realizzo ritratti di personaggi importanti nell ‘ ambito economico, politico e culturale,  o di semplici artigiani,  sono particolarmente entusiasta.  Perché tutto sommato, forse, è il tipo di fotografia più difficile.  Non è facile  “ saltare “ da un settore all ‘ altro e riuscire nonostante tutto ad ottenere dei risultati professionali di alto livello.

Le congratulazioni che ricevo, anche per iscritto, me lo confermano.

Lo testimonia indubbiamente la continuità del lavoro.

Il ritrarre questi personaggi, che al contrario dei modelli professionisti,  non sono abituati a “ posare “ dinanzi ad un obiettivo fotografico,  è un meccanismo di “ ricerca/sfida “ continua con me stesso !

Infatti una cosa è fotografare una bella donna, abituata a posare con naturalezza, con un bel vestito in un bel contesto.  In questo caso dobbiamo soltanto evidenziare l ' esteriorità dell ‘ eleganza e dell ‘ avvenenza.

Ben altro problema è ritrarre, estrarre dai lineamenti, dall ‘ espressione e dalla posa del personaggio tutte quelle qualità e caratteristiche che lo rendono famoso.

Qualità e caratteristiche che non sono spesso così evidenti al primo colpo d ‘ occhio.

Ma al di là del risultato professionale che è comunque iomportante, l ‘ altro aspetto gratificante è il  diretto contatto con questi personaggi : il rapporto umano.

Intendo dire la “ sottile sfida “, se così posso chiamarla, che scatta immediatemente tra il “ Ritrattista “ e il “ Personaggio “ .

Io so che debbo raggiungere diversi targets: accontentare con il risultato del mio lavoro non solo il “ Personaggio “, ma anche l ‘ art director del caso e magari la moglie e la segretaria.

Scherzi a parte su quest ‘ ultimi due elementi del problema, che non sono comunque da sottovalutare, rimane il punto più importante da conquistare : il podio di “ direttore d ‘ orchestra “ !

E qui viene il bello !  E’ un sottile gioco dove devo far capire al “ Personaggio “, al suo e al mio staff, e tutti quelli che ci stanno intorno che esistono delle regole : le mie !!

Attraverso le quali giungeremo ad un ottimo risultato:  UN BEL  RITRATTO !!!

E imporre queste regole, naturalmente,  senza “ farlo pesare “, a Personaggi come Romiti, DeBenedetti, Agnelli, Mondadori, Mario Soldati, La Malfa, etc., etc., non è certamente facile.

Bisogna appunto,  “ dirigerli “ con la massima attenzione e,  come dicono i francesi, con

“ savoir faire “, soprattutto senza che i personaggi si accorgano di essere “ diretti “ !