BEPPE CANTARELLI DIECI DOMANDE PER CONOSCERLA MEGLIO 1) Musicisti si nasce o si diventa? Quando e come ha scoperto il suo talento? Ho già involontariamente risposto a questa domanda nel breve racconto che avevo scritto. 2) Compositore, cantante, arrangiatore: per ogni ruolo la stessa passione? La mia passione per la musica si è negli anni manifestata in tutte e tre le soprammenzionate discipline, comunque devo ammettere (e con l'avanzare degli anni questo si è fatto sentire e si fa sentire sempre di più...) che quando eseguo qualcosa che non è "routine" ma è "creatività pura", la passione sento che è forse più grande. Quindi la composizione, delle tre, è senz'altro quella che per essenza stessa è la più creativa, fermo restando che si può, e bisogna, essere sempre "creativi" anche quando si arrangia e/o si esegue cantando...ma quando si "arrangia" e/o si "canta", lo si fa su una "composizione"...quindi il fattore "primario" nella catena è pur sempre la composizione: si arrangia e/o si esegue "dopo" una composizione che è stata scritta "prima"...si può casomai comporre "pensando poi" di arrangiare e/o eseguire una composizione in un modo anziché un altro in un secondo tempo, ma la composizione viene fatta "prima"...e nonostante si possa arrangiare e/o cantare una composizione in 3,000 modi diversi, la composizione è e resta sempre la stessa, quindi... 3) Qual'è l'artista che le ha dato maggior soddisfazione? Quello che mi ha fatto crescere di più, quello da cui ho imparato di più: ho imparato e continuo ad imparare da tutti...ma da alcuni si impara di più... 4) Qual'è l'autore classico che la emoziona di più e dal quale si sente ispirato? Ogni autore "classico" ha momenti particolarmente ispirati e che comunicano emozioni più grandi in alcuni momenti della loro produzione creativa...e quelli sono spesso e volentieri i momenti in cui quell'autore si è "staccato" o "è riuscito a staccarsi" di più dalla "moda del momento" che era poi quello che l'establishment di allora richiedeva. Uno degli autori "ribelli" sotto questo aspetto che amo moltissimo appunto perché aveva "osato" di più, o perlomeno così lo percepisco, era Mozart. A volte quando parlo con musicisti amici e si tocca l'argomento "Mozart" dico sempre, a costo di farmi casomai deridere per la mia completa ignoranza in materia e nello stesso tempo per la mia "arroganza speculativa" al riguardo, che non oso nemmeno pensare cosa avrebbe potuto creare un uomo così se non avesse avuto tutti quegli stupidi, triti e ritriti impedimenti e zavorre culturali e sociali così intrisi ancora di barocco...non oso nemmeno pensare cosa avrebbe potuto creare un compositore così se avesse potuto esprimere a fondo la realtà romantica che chi crea-regala inevitabilmente la vita come ha potuto fare solo alcuni decenni dopo un Beethoven, già più libero di schemi e strutture barocchi... 5) I giovani e la musica classica: due realtà lontane? Purtroppo l'industria discografica, nata e sviluppatasi perché si è scoperto che i giovani "erano" quelli che compravano più dischi, non ha svolto un'attività "creativa" a lungo termine ed ha finito per rovinare un mercato di cui ha voluto a tutti i costi avere un monopolio...ed adesso, ahimè, sono pochissimi anche i giovani che veramente "seguono" le produzioni discografiche (100,000 copie di dischi venduti in una demografia di oltre 60 milioni di persone, tanto per parlare di un mercato piccolo come quello italiano, non mi sembra una "demografia" rilevante...). Quello che la discografia non ha voluto e non ha saputo fare è stato di "educare" anche il pubblico, soprattutto quello dei giovani. Ha cercato di capitalizzare solo "dando", o meglio "pensando di dare", ai giovani quello che volevano...ma sappiamo tutti che ogni forma d'arte deve essere un equilibrio fra "educare" ed "accontentare-dando-quello-che-la-gente-si-aspetta"...vedo i segni chiari da "decadenza-di-una-civiltà" dove si cercano sempre di più valori, questo dovuto al consumismo ormai aldilà del ridicolo che ha raggiunto bassi storici...e questo mi fa sperare che porti tutti, anche e soprattutto i giovani, a riscoprire anche l'arte "vera", che è quella che poi resta nel tempo. C'è senz'altro un problema di mentalità dovuto al fatto che la musica classica è musica di secoli passati, e anche qui viene in gioco l'establishment di allora che aveva creato dei glissé che tendevano a non dare longevità a certe forme musicali perché troppo legate allo stile del momento, ma credo che quello che è stato creato "allora" in forma più indipendente e libera dai glissè e dalle mode del momento, quindi una parte della musica classica che è diventata da secoli "evergreen" e che ha mantenuto appunto per questa sua disattenzione per i canoni voluti dalla società dell'epoca una "universalità" certamente più spiccata e quindi più "eterna", come dicevo, credo che una buona parte, quella parte" soprattutto, della musica classica sarà sempre attuale e sarà quella che porterà ancora e sempre i giovani...e i meno giovani in età successive...a continuare ad apprezzare anche e sempre di più la cosiddetta "musica classica", senz'altro la sua parte "evergreen". 6) Una canzone e un libro da portare su un'isola deserta? Per la canzone non c'è problema...su un'isola deserta se ne possono scrivere a iose!!!...senza contare le molte già scritte...e per un libro, se la richiesta è solo "un" libro", visto che poi le canzoni si possono scrivere..., penso che una raccolta con tutte le poesie di Davide Maria Turoldo potrebbe avere una duplice utilità... 7) Che cosa resterà della musica leggera italiana tra cento anni? Quello che è rimasto fino ad ora, musica di decenni passati...negli ultimi due decenni però (e stiamo, ahimè, andando a completare il terzo...) non penso si possano contare sulle dita di una mano le composizioni che passeranno il "test" del tempo...men che meno dei "cent'anni".../ chiaramente mi riferisco alla "musica leggera" cosiccome poc'anzi mi riferivo alla "musica classica", in termini editoriali e quindi di "essenza" e di "composizione", tralasciando l'aspetto puramente "discografico" e quindi del "vestito" e cioè l'arrangiamento e il formato di produzione visto che questi ultimi, la storia ci insegna, sono solamente una spezia ed una coloritura del momento, di moda e di trend e quindi destinate a svanire mentre la composizione, e cioè l'essenza, e' quello che eventualmente, se "evergreen", rimane nel tempo. 8) Come allena la sua creatività? La mia preghiera prima di dormire: "se non riesco più a comporre qualcosa di decente, padre che sei nei cieli, non fare perdere tempo a me, ai miei amici e familiari...e soprattutto a te che mi devi stare ad ascoltare...lasciami andare in pace e riprendimi con te prima che faccia troppi danni inutili..." 9) Se non avesse fatto il musicista? Quando studiavo al conservatorio mi ci ero iscritto "di nascosto" perché ufficialmente ero iscritto alla facoltà di giurisprudenza...se non avessi fatto il musicista, forse sarei riuscito a finire legge e sarei diventato avvocato...e poi avrei cercato di fare il musicista...un film già visto... 10) Perchè ha aderito all'iniziativa Un Concerto di Scrittori? Amo l'idea di poter offrire la mia umile testimonianza, di come ho iniziato e poi vissuto la mia vita di musicista e compositore, e soprattutto di come la musica mi ha sempre mantenuto "in rotta", anche nei momenti difficili, senza mai farmi perdere l'amore per Dio, aiutandomi a pregare e ad avvicinarmi a lui. Amo regalare questa mia testimonianza a chi vuole ascoltare l'anima. E' quello che faccio quando compongo e quando eseguo le mie composizioni...poterlo fare in "prosa" anziché in versi e a suon di note, è solo una forma di espressione diversa ma, per me, della stessa sostanza...spero, come quando compongo ed eseguo suonando e cantando, che il mio operato sia una volta ancora un po' apprezzato, perdonandone senz'altro la forma non molto ortodossa...si spera in virtù della sostanza... ed è per aiutare la vostra missione, e quindi l'infanzia, che vorrei dedicare ad "Un Concerto di Scrittori" una delle mie ultime creature, una "Ave Maria" che come una mia precedente "Ave Maria" ed altri brani di una messa che ho composto, usa le liriche originali in latino unite ad un testo in italiano, in questo caso una preghiera alla Madre di Dio affinché interceda per la venuta dello spirito santo in un mondo che ne ha sempre così tanto bisogno, "Ave Maria, Saranno Angeli A Svegliare Il Cuore": AVE MARIA GRATIA PLENA DOMINUS TECUM BENEDICTA TU IN MULIERIBUS ET BENEDICTUS FRUCTUS VENTRIS TUI AVE...AVE...AVE MARIA SARANNO ANGELI A SVEGLIARE IL CUORE SARANNO UOMINI, PETALI DI OGNI COLORE SARA' UN CANTICO DI INFINITO AMORE SARA' RESPIRO DI ETERNA MELODIA SARANNO ANGELI... SANCTA MARIA MATER DEI ORA PRO NOBIS PECCATORIBUS NUNC ET IN HORA MORTIS NOSTRAE. AMEN. AVE...AVE...AVE MARIA SARANNO ANGELI A SVEGLIARE IL CUORE SARANNO UOMINI, PETALI DI OGNI COLORE SARA' UN CANTICO DI INFINITO AMORE SARA' DELL'ANIMA ETERNA POESIA SARANNO ANGELI A SVEGLIARE IL CUORE AVE MARIA.
di
Patrizia Reviglio